Qualche giorno fa Filantropiaduepuntozero ha pubblicato un’intervista a Valentina Battiloro, direttrice dell’ASVAPP e componente del Comitato di redazione di Studi Randomizzati, dal titolo “Valutazione di impatto: cos’è, a cosa serve, a che punto siamo in Italia”.

L’intervista contiene alcune critiche ad un modo ampio e “fantasioso” – per riprendere uno dei termini utilizzati da Valentina – di intendere la valutazione d’impatto.

“Perché sia rigorosa la valutazione deve avere due caratteristiche: partire da domande sensate e utilizzare gli approcci più corretti per darvi risposta. Parlo di domande sensate perché non sempre è possibile chiedersi tutto. Penso in particolare alla valutazione di impatto, evocata spesso (e spesso a sproposito).….

Nel caso di interventi poco definiti negli obiettivi o nella struttura, in cui non è chiaro DI cosa si voglia stimare l’impatto e SU che cosa, bisognerebbe fare un passo indietro. Meglio sarebbe chiedere alla valutazione di produrre informazioni puntuali su cosa è stato realizzato, per chi e in che modo (quello che si chiama rendicontare le realizzazioni o analizzare l’implementazione).

…la valutazione di impatto … poggia sul metodo controfattuale, prima applicato all’ambito clinico e poi trasposto a quello delle scienze sociali. Non si tratta quindi di “scegliere” un approccio, cosa a tratti suggerita per giustificare l’utilizzo di metodi più o meno fantasiosi. La valutazione di impatto è di tipo controfattuale, il resto sono altre attività a cui bisognerebbe dare nomi diversi.”  

Nel corso dell’intervista Valentina cita anche il nostro blog.

“Le critiche rivolte agli RCT sono tante: non sono equi, restituiscono evidenza credibile solo su microcontesti, costano troppo… Per ognuna di queste ci sono altrettante repliche (anzi di più). Alcune abbiamo provato a sintetizzarle in un blog, Studi Randomizzati, creato con alcuni colleghi per parlare di RCT.” 

In risposta all’intervista, condivisa su Linkedin da Simone Castello, Segretario Generale di Fondazione Mazzola e redattore del sito Filantropiaduepuntozero, si è sviluppato un interessante dibattito.

Buona lettura!